Moltiplicare le vibrazioni: l'eredità di un grande archettaio

“Se c’è una cosa che ho imparato in tanti anni di lavoro è che non ci si può mai fermare, ogni risultato apre nuove porte e nuovi orizzonti sono lì, da esplorare”.

La passione, la curiosità, l’apertura mentale di Giovanni Lucchi – grandissimo archettaio cremonese scomparso nel 2012, i cui ricordi abbiamo avuto la fortuna di raccogliere in un libro – sono tutte racchiuse in questa frase.

La fonte della sua vitalità, il motore della sua inesauribile energia, era il confronto con gli altri, la voglia di continuare a imparare anche e soprattutto attraverso i musicisti e gli allievi.

Il sapere va propagato e diffuso, solo in questo modo si arricchisce e si moltiplica, esattamente come le vibrazioni uniche che sapeva estrarre da uno strumento con i suoi archetti.

Ecco perché, oggi, i suoi figli hanno scelto di dar vita a una nuova accademia per liutai e archettai: in questa breve intervista ci raccontano come.